Calcio: Supercoppa Giappone,finale con 9 rigori sbagliati

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(ANSA) – SAITAMA (GIAPPONE), FEB 8 – La finale della Supercoppa del Giappone al Saitama Stadium, fra i vincitori del campionato (J-League), gli Yokohama Marinos, e quelli della Coppa dell’Imperatore, il Vissel Kobe di Andres Iniesta, passerà alla storia per l’incredibile finale. Le due squadre hanno chiuso il match sul 3-3 e sono quindi andate ai rigori e qui è cominciato un incredibile festival degli errori. Infatti dopo le prime quattro trasformazioni (Thiago Martins e Ogihara per i Marinos, Iniesta e Tanaka per il Kobe), ci sono stati ben nove penalty di seguito non realizzati, fra l’incredulità dei 51.397 spettatori presenti, e dei due tecnici Ange Postecoglu (Marinos) e Thorsten Fink (Vissel).
Questa l’incredibile sequenza: Edigar (Marinos) parato, Ogawa (Vissel) traversa, Mizunuma (Marinos) alto, Nishi (Vissel) parato, Matsubara (Marinos) traversa, Osaki (Vissel) alto, Wada (Marinos) parato, Vermaelen (Vissel) alto, Endo (Marinos) traversa. Poi, finalmente, è arrivata una rete dal dischetto segnata Yamaguchi del Vissel Kobe, che ha regalato il trofeo a Iniesta e compagni.
Per gli Yokohama Marinos è stata la quinta sconfitta in altrettante finali della Supercoppa disputate. I tifosi si sono consolati con il premio per la migliore mascotte (cosa a cui in Giappone si tiene molto) di tutto il campionato, andato a Marinosuke, il gabbiano che rappresenta il simbolo della squadra dei tre brasiliani Erik, Thiago Martins e Marcos Junior. (ANSA).

Perin: ‘Alla Juve ho imparato tanto, ma al Genoa sono a casa. Se avessi ascoltato il consiglio di Burdisso…’

Perin: 'Alla Juve ho imparato tanto, ma al Genoa sono a casa. Se avessi ascoltato il consiglio di Burdisso...'

Tra i tanti ritorni accolti dal Genoa in questo mercato invernale ad emozionare più di tutti è stato sicuramente quello di Mattia Perin: “È come se non fossi mai andato via – racconta il portiere sul Secolo XIX di oggi – È cambiato il centro sportivo, bello, all’avanguardia, ma c’è ancora chi mi ha visto crescere e mi vuole bene. È come quando torno a Latina. Lo so, nel calcio si dice spesso, ma il Genoa è davvero casa mia, parlano i fatti. Quando sono andato via mi sono emozionato ma per la mia crescita era il momento di provare in un top club. Però a Giorgia, mia moglie, avevo detto: ‘Un giorno tornerò’. Magari non sapevo che sarebbe successo tanto presto, ma così è stato”.

La sua parentesi alla Juventus, squadra che ne detiene ancora il cartellino, non è stata per nulla all’altezza delle aspettative, complice anche un grave infortunio, l’ennesimo della sua carriera. Eppure Perin assicura di aver imparato molto dall’esperienza in bianconero: “Gli infortuni sono duri da superare, ma se ti rimbocchi le maniche giorno dopo giorno ce la fai. Alla Juve ho capito che finché giochi devi vivere solo per il calcio. Non c’è solo l’ora e mezzo di allenamento, devi lavorare 5-6 ore, tra palestra e fisioterapia, avere un corretto stile di vita. Se avessi ascoltato i consigli di Burdisso, forse avrei avuto qualche infortunio in meno: voglio trasmettere tutto questo ai compagni più giovani. Il calcio ha il potere di cancellare tutti i pensieri dalla mia testa. E ora sto benissimo”.

Valentino Rossi shock: ‘Se non sono competitivo smetto’

Valentino Rossi shock: 'Se non sono competitivo smetto'

“Da una parte è stato difficile prendere la decisione di smettere con il team ufficiale nel 2021,ma dall’altra parte non è stata una decisione difficile, dato che non voglio continuare se non sono competitivo”: così Valentino Rossi, come riporta l’Ansa, durante la presentazione della Yamaha ufficiale 2020 parla della decisione della casa di Iwata di puntare dal 2021 sulla coppia di piloti Vinales-Quartararo.

“Ho chiesto supporto alla Yamaha – ha aggiunto Rossi – hanno risposto positivamente se dovessi decidere di continuare dopo il Mondiale 2020. Il mio primo obiettivo è continuare a correre nel 2021. Abbiamo un team fantastico che è la Yamaha Petronas, hanno dimostrato di essere a un livello davvero alto, sono molto competitivi. Quindi, in caso di passaggio alla Petronas, non cambierebbe molto per me”.

Pasqua come Abisso in Fiorentina-Inter: facciamo come in Premier, il Var si sostituisca all’arbitro

Pasqua come Abisso in Fiorentina-Inter: facciamo come in Premier, il Var si sostituisca all'arbitro

La decisione dell’arbitro Pasqua di assegnare il secondo rigore alla Juventus contro la Fiorentina non è solo frutto dell’interpretazione fiscale e ottusa del regolamento. Rappresenta anche l’incapacità dell’arbitro di accettare il Var come correzione del suo errore. Non sarà la prima, né l’ultima volta. Era già accaduto, l’anno scorso in Fiorentina-Inter e a beneficiarne – ironia del destino che dà e toglie – furono i viola. Ancora Commisso non c’era, ma qualcuno farebbe bene a ricordagli che quella volta, contro ogni logica ed evidenza, a essere favorita fu la Fiorentina. L’arbitro era Abisso e i viola, a pochi minuti dalla fine, stavano perdendo. Abisso punì con il calcio di rigore un fallo di mano inesistente di D’Ambrosio nell’area dei nerazzurri. Richiamato prontamente dal Var, l’arbitro rivide l’episodio senza però modificare la propria decisione. Eppure che D’Ambrosio avesse fermato la palla con il petto era evidente a tutti: dai colleghi di Abisso al Var ai giocatori e ai tecnici. Niente, Abisso assegnò il rigore anche se palesemente non c’era.

Questo episodio è il padre di quello verificatosi domenica scorsa. Anche Pasqua, come Abisso, ha rivisto senza cambiare la decisione. Perché? Perché voleva favorire la Juve ai danni della Fiorentina? Ma, ammesso che l’ipotesi sia credibile, si potrebbe dire allo stesso modo che l’arbitro Abisso avrebbe voluto far pareggiare la Fiorentina contro l’Inter? Io non ci credo. Sia perché l’Inter è un club assai più potente della Fiorentina, sia perché gli arbitri sanno che, una volta davanti al Var, tutti possono valutare il loro operato. E allora perché né Pasqua domenica, né Abisso nella stagione scorsa hanno cambiato registro? Per il semplice motivo che, anche a costo di sbagliare, hanno voluto far prevalere l’uomo sulla macchina, l’occhio sulla tecnologia, perfino l’errore sulla giustizia.

LE MAGLIE DELLA JUVENTUS PER LA STAGIONE 2019 2020

I soliti, inevitabili, leaks le avevano fatte intravedere già da qualche settimana ma da oggi è ufficiale: le nuove maglie della Juventus 2019-2020 sono sì bianconere, ma senza le tradizionali strisce verticali.

È la prima volta dal 1903 che la Vecchia Signora rinuncia al suo vestito di gala, anche se – ad essere onesti – già la maglia 2016/17 e quella della stagione in corso ridefinivano parecchio il concetto.

Maglie Juventus 2019 2020: il design

Le nuove maglie adidas della Juventus 2019/20 si presentano, frontalmente, come una classica maglia a quarti bianca e nera, con maniche alternate. La metà bianca e quella nera sono divise da una sottile striscia rosa verticale, che parte dal girocollo (nero) e arriva fino all’orlo inferiore.

Sulle spalle compaiono le tre strisce adidas, nere sulla metà bianca e bianche su quella nera.

Sul petto, a destra il badge adidas, a sinistra il logo societario della Juve, sormontato da tre stelle dorate. Centralmente, a cavallo delle due metà, trova spazio il main sponsor Jeep.

Maglie Juventus 2019 2020: il concept

Sulla parte posteriore un grosso quadrato nero in posizione centrale crea la “casa” perfetta per nome e numero dei giocatori (che saranno bianchi), in piena osservanza delle norme Uefa in materia.

Completano il nuovo kit home 2019/20 pantaloncini e calzettoni neri; su entrambi spicca in bella evidenza il logo della società torinese.

Se la presenza del rosa è facilmente “leggibile” (omaggio ai colori delle origini, le casacche vestite dal 1899 al 1903), il design a quarti della maglia non ha particolari precedenti storici.

È quindi a tutti gli effetti un concept inedito e moderno, giustificato anche dal claim scelto da Juventus e adidas per il lancio: “Be the stripes”. Saranno i giocatori in campo (e per estensione i tifosi che la compreranno in tutto il mondo), stando fianco a fianco, a ricomporre il tradizionale disegno a strisce bianconere.

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L’Atalanta ribalta la Fiorentina: 2-1 e quarto posto solitario

L'Atalanta ribalta la Fiorentina: 2-1 e quarto posto solitario

Parte meglio la Fiorentina, ma vince l’Atalanta. Al Franchi stappa la partita Federico Chiesa, con un destro da fuori area che fulmina Gollini, dopo che la squadra di Gasperini aveva iniziato meglio, con Ilicic, Zapata e Castagne che incutono qualche timore a Dragowski. Ma è stata la squadra di Iachini a passare in vantaggio, con un colpo della sua stella. Nella ripresa, però, cambia tutto.

Gasperini non sostituisce nessuno, a differenza di Iachini che fa fuori uno statico Cutrone per inserire la forza e l’intraprendenza di Vlahovic. E la Dea la ribalta: Duvan Zapata fa 1-1 risolvendo una mischia in area, poi tocca a Malinovskyi, entrato dalla panchina, bucare un colpevole Dragowski col mancino. Vince l’Atalanta, perde la Viola: la Dea accelera per il quarto posto staccando la Roma, ko ieri contro il Bologna.

Inter, Conte: ‘Voglio Ibra in campo. Il Milan non vale questa classifica’

Inter, Conte: 'Voglio Ibra in campo. Il Milan non vale questa classifica'

Alla vigilia del derby di Milano, il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, risponde alle domande dei giornalisti presenti ad Appiano Gentile.

Che differenza c’è con il derby d’andata?
“La differenza è che all’andata eravamo all’inizio del campionato e quindi nessuna delle due squadre sapeva il tipo di percorso che si sarebbe poi verificato. C’era Giampaolo e adesso c’è Pioli. Il derby è sentito, dobbiamo concentrarci sulla partita e sui punti”.

Queste partite vi diranno ancora di più?
“Iniziamo una serie di partite importanti che potranno dire molto di più, alla fine di questo ciclo sapremo ancora di più del nostro percorso”.

Come sta Handanovic?
“Ci sarà un referto da parte del medico, è giusto che lui entri in modo specifico nelle situazioni”.

È difficile gestire un derby con così tanti punti di differenza in classifica?
“Il Milan molto di più dei punti che ha e hanno aggiunto un campione come Ibra che gli ha portato fiducia”.

Pogba vuole lasciare lo United. Juve, le cifre dell’affare

Pogba vuole lasciare lo United. Juve, le cifre dell'affare

L’addio di Paul Pogba al Manchester United appare sempre più vicino: il francese ha più volte manifestato la volontà di cambiare aria. Lo stesso ha fatto il suo agente Mino Raiola, che ieri è tornato alla carica: “È come un Basquiat, un artista di arte espressiva un po’ ribelle, proprio come Paul. Non ho minacciato nessuno al Manchester United con una pistola per riportarlo indietro”. Già, il ritorno in Premier. Un affare da 100 milioni di sterline solo di cartellino, che ha fruttato però un’Europa League come unico trofeo conquistato. Lo strappo con i Red Devils è sempre più ampio, e la Juve inizia a valutare l’operazione.

VOLONTA’ – Secondo quanto riporta la stampa inglese, il francese, nei giorni scorsi, avrebbe rivelato ai compagni: “Me ne vado dove mi vogliono bene”. Compagni che, dalla loro, si stanno convincendo sempre di più dell’addio del Polpo. L’unico vero rivale, per i bianconeri, appare il Real Madrid: Zinedine Zidane impazzisce per il centrocampista, Florentino Perez un po’ meno ma potrebbe ugualmente accontentare il tecnico.

LE CIFRE – Ma quanto costerebbe il Pogba-bis per le casse della Juve? La richiesta iniziale era di 130-140 milioni, che potrebbe però abbassarsi per un paio di motivi. Il primo è proprio la volontà del giocatore, che insiste per voler lasciare Manchester. Il secondo è il sostituto già trovato dallo United, quel Bruno Fernandes sbarcato a gennaio per 80 milioni (super-bonus compresi) dallo Sporting Lisbona. Con 90-100 milioni, dunque, l’affare potrebbe andare in porto. Capitolo ingaggio: la richiesta di Pogba è di 15 milioni di euro netti, che diventerebbero 22-23 lordi grazie al decreto crescita. Qualora il francese optasse per avere un vantaggio sui ricavi provenienti dall’estero (come ha fatto Ronaldo), invece, l’ammontare sarebbe di 29-30 milioni lordi. Considerando un contratto quinquennale, il totale ammonta a 250 milioni tra cartellino e ingaggio. La Juve ci pensa e valuta. Intanto Paul prepara l’addio.

Retroscena Fiorentina: ha tentato l’all-in per Tonali, ma Cellino vuole l’asta

Retroscena Fiorentina: ha tentato l'all-in per Tonali, ma Cellino vuole l'asta

La Fiorentina è stata uno dei club più attivi e scatenati nel corso dell’ultimo mercato invernale. Tanti colpi per rinforzare la squadra nel presente e in vista del futuro e tante operazioni tentate per cercare di anticipare già a gennaio la mini-rivoluzione che andrà in scena in estate. E fra i tanti giocatori trattati c’è anche Sandro Tonali.

OFFERTA CHOC – Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport la Fiorentina nelle ultime battute del calciomercato ha presentato un’offerta ufficiale da 50 milioni di euro al Brescia per il centrocampista classe 2000. Un tentativo fatto da Commisso e Pradé per cercare di anticipare la ricca concorrenza.

SARA’ ASTA – Il no di Cellino è stato inevitabile. Il presidente del Brescia sa che su Tonali ci sono anche Inter, Milan, Juventus e tanti club esteri che, in estate, saranno pronti a darsi battaglia. 50 milioni sarà soltanto la base di partenza dell’asta che si scatenerà e che, se Tonali sarà convocato e utilizzato all’Europeo da Mancini, letteralmente farà esplodere il suo valore.

ADIDAS IS BACK: LE MAGLIE DELL’ARSENAL 2019/20

Era – legittimamente – uno dei lanci più attesi della stagione e finalmente ci siamo: ecco le nuove maglie adidas Arsenal 2019 2020.

Il marchio tedesco torna sulle divise dei Gunners dopo 25 anni di lontananza, ma soprattutto dopo aver regalato nel periodo 1986-1994 alcune delle maglie più iconiche della squadra londinese.

Uscita in quegli anni da un lungo anonimato e diventata squadra di culto grazie al memorabile campionato del 1989 (vinto ad Anfield segnando a 25 secondi dalla fine) e al Double del 1991, è entrata nella storia della cultura calcistica anche per via dell’impatto che ebbero (e hanno tuttora, fra gli appassionati) molti dei kit firmati da adidas per il team della capitale inglese.

Maglie adidas Arsenal 2019 2020

Maglie adidas Arsenal 2019 2020 | Home

Ad aprire la collezione 2019/20 è ovviamente la divisa home, rossa con le classiche maniche bianche. Una divisa che onora la lunga storia dell’Arsenal e – al tempo stesso – l’inimitabile stile adidas degli anni Ottanta e Novanta.

La base della maglia (che presenta una sottile trama a nido d’ape sul tessuto) è completamente rossa. Il bianco compare ovviamente sulle maniche e sul colletto, una classica V, impreziosita però da dettagli rossi e blu navy.

Lo stesso motivo torna anche sull’orlo delle maniche, mentre le tre strisce del brand compaiono (in bianco) solo sulla parte superiore delle spalle, senza “sporcare” le maniche.

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