Napoli, grande cena a Posillipo per festeggiare la Coppa Italia

La festa dopo la vittoria a Roma. Ap

Ha organizzato tutto il capitano Insigne: lo scenario è su una delle più belle terrazze che si affaccia sul golfo di Napoli

L’idea è stata di Lorenzo Insigne. D’accordo coi compagni, ha organizzato la cena per festeggiare la Coppa Italia appena conquistata. La festa è iniziata nella serata di venerdì, presenti tutti i giocatori con le rispettive compagne oltre a Rino Gattuso e il suo staff. Dell’organizzazione, dicevamo, se n’è occupato personalmente il capitano che ha scelto pure la location.

Lo scenario è quello di Riserva RoofTop, una delle più belle terrazze che si affaccia sul golfo di Napoli. I giocatori hanno raggiunto via Manzoni, sulla collina di Posillipo, ciascuno per conto proprio. Il menù della serata è abbinato ai sapori mediterranei.

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Foto, cori e sagome: il calcio degli stadi virtuali riparte così

Dall’Inter al Cagliari, i club si organizzano. La Lega testa il software della Coppa Italia

Le foto e i video dei tifosi che rimbalzano dai social alle tribune, le sagome di cartone in curva, gli striscioni, i cori registrati, le colonne sonore di sempre. La Serie A riapre oggi senza tifosi e prova comunque a ricostruire l’atmosfera pre-Covid 19, a salvare il fattore campo. L’esperimento del pubblico virtuale visto in televisione per tutta la durata della finale di Coppa Italia non sarà riproposto in campionato per colpa dei costi troppo elevati.

Nicchi: “Arbitri carichi per la ripresa, ma basta con le polemiche inutili”

Marcello Nicchi. Ansa

Il presidente dei fischietti: “Con la coppa siamo partiti bene, ora mi aspetto che cambi il clima in campo anche in campionato”

“Ero mosso dalla curiosità di rivedere in campo il pallone, i gesti atletici dei giocatori, gli arbitri correre. Mi ha fatto un grande effetto e mi immedesimavo negli arbitri. Sono delle certezze, ma la situazione mi ha fatto pensare a quando arbitravo io e sentivo più difficoltà non nelle partite decisive, ma ad esempio nelle amichevoli: in queste situazioni è più complicato trovare il giusto equilibrio”.

Il presidente dell’Aia Marcello Nicchi, alla ripresa del campionato, ha ancora negli occhi le semifinali e la finale di Coppa Italia, vere e proprie prove generali anche per gli arbitri, di questa strana ripartenza del calcio italiano.

Juve, è notte fonda a centrocampo: servirebbe un Kanté

N'Golo Kanté in azione con la maglia della Francia

Mai vista una grande squadra che non avesse un grande centrocampo. E la Juventus da due anni ne è chiaramente sprovvista

Ci sono stati solo due bei momenti, nella infelice prova della Juventus di mercoledì scorso: la scelta di Andrea Agnelli di partecipare alla premiazione dei giocatori del Napoli che avevano, meritatamente, vinto la coppa e la bellissima prestazione di Gigi Buffon, un ragazzo più che quarantenne che ha evitato ai bianconeri di essere ancora più umiliati.

È morto Mario Corso, l’artista delle punizioni e delle giocate decisive

Protagonista nella Grande Inter di Herrera, era ricoverato da giorni in ospedale. I nerazzurri lo omaggeranno domani sera portando il lutto al braccio nella gara contro la Sampdoria e con un minuto di raccoglimento

Mario Corso, per tutti Mariolino, non è più tra noi. Col suo passo leggero ha lasciato l’ospedale in cui si trovava ricoverato e ha raggiunto Sarti, Picchi, Facchetti, Peirò, Tagnin, Milani, Landini… Altri protagonisti di quella Grande Inter che ha caratterizzato gli anni Sessanta con i suoi successi in Italia, in Europa e in Sudamerica. Uno squadrone di campioni, certo, ma quanto a classe Mario era il più dotato: il “mancino di Dio”, dal soprannome si capisce già tutto.

La stella più luminosa del firmamento nerazzurro. Quel suo piede mancino riusciva a disegnare traiettorie magiche, le “foglie morte”. Sulle punizioni che planavano in porta lasciando di stucco i portieri e sui suggerimenti ai compagni, spesso geniali: un’ala d’attacco che preferiva l’assist alla conclusione personale.

Rangnick-Moncada asse del nuovo corso. Ma solo da agosto…

Ralf Rangnick, titolare designato del nuovo corso milanista. Epa

Il Milan non vuole disturbare Pioli e non ha autorizzato la nuova guida ad entrare nella fase operativa. Ma nel giro di un mese…

Il Milan e l’Europa League: il mantra di Elliott e di Ivan Gazidis è quello di aiutare il più possibile Pioli a conquistare l’obiettivo continentale. Una missione capitale, l’obiettivo principale in queste settimane.

Allo stesso tempo, però, l’amministratore delegato rossonero in questi giorni ha tenuto ben stretti i contatti con Ralf Rangnick, il titolare designato del nuovo corso milanista. Siamo agli equilibrismi diplomatici per gestire una situazione per molti versi incandescente.

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I 100 giorni più lunghi del calcio italiano: la “resistenza” di Gravina e la svolta di Spadafora

Francesco Caputo il 9 marzo durante Sassuolo-Brescia. Ansa

L’”andrà tutto bene” del 9 marzo, l’incubo dello stop francese, i no e i sì degli scienziati. Con presidente e ministro protagonisti

“Andrà tutto bene, restate a casa”. Quello slogan diventa un disegno di tanti bambini, uno striscione sui balconi, uno spot televisivo. E anche uno spiegazzato foglio di carta con cui festeggiare un gol. Uno dei gol dell’ultima sera prima del lungo black out del calcio italiano. Francesco Caputo, calciatore del Sassuolo, lo tira fuori davanti alla telecamera ed è come un fratello, un amico, un vicino di casa che ti dice: teniamo duro.

Moratti ricorda Corso: “Il mio preferito, Pelè lo voleva nel Brasile…”. L’Inter: “Campione eterno”

Mario Corso ed il tecnico Helenio Herrera, due miti dell’Inter

L’ex presidente interista: “Anche mio padre lo adorava, e lui rimase sempre vicino alla nostra famiglia. Era un piacere vederlo giocare”. Il sindaco di Milano, Sala: “Una delle più belle persone mai conosciute”

La morte di Mario Corso, mancino d’oro della Grande Inter di Helenio Herrera, ha fatto rapidamente il giro dei social per i ricordi dei tifosi non solo interisti. Proprio il club nerazzurro è stato il primo a ricordare l’ex giocatore con un tweet: “È scomparso Mario Corso, interista, campione eterno dotato di infinita classe. Con il suo sinistro ha incantato il mondo in una squadra che ha segnato un’epoca. I pensieri e l’affetto di tutti noi vanno alla famiglia in questo momento difficile”.

I rimpianti per Gattuso, che poteva cambiare il Milan…

Gennaro Gattuso con la Coppa Italia vinta alla guida del Napoli. Ansa

I successi col Napoli aprono spazio ai rimpianti nel tifo rossonero e accendono domande

Rino Gattuso era l’uomo giusto per la rinascita del vecchio Milan? I successi col Napoli aprono spazio ai rimpianti nel tifo rossonero e accendono domande: che cosa avrebbe potuto fare, davvero, se fosse rimasto? In meno di sei mesi – lockdown incluso – il Ringhio, a Napoli, ha preso il totale controllo della scena.

Lo spogliatoio era diviso, c’era stato un ammutinamento, la spaccatura tra giocatori e proprietà era netta, la stagione sembrava perduta. Gattuso ha fatto un lavoro testardo, orgoglioso, magnifico. Si è messo a raccogliere i frammenti di un ambiente atomizzato e li ha ricomposti, dando un senso comune di appartenenza e di marcia.

Napoli, De Laurentiis compra: pronti 22 milioni per Gabriel

Gabriel dos Santos Magalhaes in azione. Afp

Vicinissimo il doppio accordo col Lilla per il difensore e la punta Osimhen. Fascia sinistra: Karbownik in pole. Ad agosto c’è Rahmani dal Verona. Potrebbe partire Koulibaly

La coppa Italia è soltanto l’inizio del grande progetto tecnico avviato da Aurelio De Laurentiis. Il Napoli sarà tra le grandi anche per gli anni futuri, non ci sarà alcun ridimensionamento della spesa per quanto riguarda gli investimenti. Il club è già oltre il presente, il presidente ha ambizioni europee, che può permettersi. La sua capacità imprenditoriale ha reso il Napoli un’azienda solida, in grado di poter spendere senza il problema dell’indebitamento.

Risorse liquide per oltre 100 milioni ne garantiscono la forza economica e, sotto certi aspetti, ne giustificano le pretese. Il Napoli del futuro è in progress, Cristiano Giuntoli è attivissimo sul mercato. L’ultima trattativa riguarda Gabriel Magalhaes, difensore centrale del Lilla. Dalla Francia arriva l’indiscrezione che il diesse napoletano per ingaggiare il brasiliano avrebbe proposto un accordo sulla base di 22 milioni di euro, mentre al giocatore verrebbe garantito uno stipendio di 2 milioni di euro a stagione per i prossimi cinque anni. La notizia, in ogni modo, ha trovato conferma negli ambienti napoletani anche se l’operazione dovrebbe completarsi entro il prossimo mese di agosto. Magalhaes è stato seguito anche dal Psg, Chelsea e Everton.

Nel Lilla è arrivato nell’estate 2017 e fin qui ha sommato 52 presenze e 2 gol. L’eventuale ingaggio del difensore brasiliano confermerebbe ancora una volta la volontà del club di cedere Kalidou Koulibaly e di puntare sulla coppia centrale formata da Maksimovic e Manolas, con Rrahmani e Megalhaes a insidiare loro il posto. In agenda, Giuntoli ha anche il nome di Robin Koch del Friburgo.