Coronavirus, Pillon: “In Veneto situazione difficile, ma rifarei la stessa scelta”

Coronavirus, Pillon:

L’ex tecnico del Cosenza: “La famiglia e la salute vengono prima di tutto, non sarei potuto rimanere così lontano da casa”

ROMA – “Amo il calcio, è il mio lavoro e la mia passione, ma la famiglia e la salute, mia e dei miei cari, vengono prima di tutto. Rifarei mille volte la stessa scelta, anche se in Veneto la situazione non è affatto facile, e sono tre settimane che non esco da casa“. Al telefono con l’ANSA, Bepi Pillon, allenatore di lungo corso, spiega la scelta di lasciare il Cosenza prima dello stop definitivo del calcio causa coronavirus (“abbiamo giocato noi l’ultima partita, contro il Chievo, e due dei miei non sono venuti perché avevano paura visto che con l’aereo siamo atterrati a Bergamo“) e di rimanere a casa a Treviso “perché anche noi del calcio, come tutti, ci preoccupiamo e avvertiamo certe responsabilità“.

In Calabria, dopo essere stato a casa, avrei dovuto fare la quarantena – dice ancora Pillon – e poi gestire una situazione lontano mille chilometri dai miei. Ci ho pensato e ho capito che non era il caso. I soldi? In un momento così non sono importanti, per prima viene sempre la famiglia“.

Parma, sedicesimo monte ingaggi della Serie A

Parma, sedicesimo monte ingaggi della Serie A

PARMA – Con un totale netto di circa 13,5 milioni di euro, il Parma ha il sedicesisimo monte ingaggi della Serie A. Un dato che dà un notevole valore al lavoro svolto fin qui dai crociati, che occupano un’ottima posizione di classifica.

Un monte ingaggi che, a differenza di quanto riportato in precedenza (33 milioni era il dato lordo, mentre per tutte le altre squadre della classifica era inserito il dato netto), colloca la società parmigiana al 16esimo posto insieme alla Spal, davanti a UdineseBresciaVerona e Lecce.

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Zielinski-Napoli, c’è aria di rinnovo

Zielinski-Napoli, c'è aria di rinnovo

NAPOLI – Pero c’è un futuro, prima o poi si verrà fuori da questa bolla che ora imprigiona il mondo, e val la pena di essere ottimisti, di credere che da questo tunnel si uscirà, e bisognerà godersi ancora (e sempre) Napoli: Piotr Zielinski ha scelto, lo ha fatto da un bel po’, e adesso attende che si esca da questa quarantena e dalla paura per ricominciare a correre felice incontro ai propri sogni.

Napoli è casa sua, lo è da quattro anni, continuerà ad esserlo, avendo Zielinski deciso di rimanere in questo macro-universo che ormai gli appartiene per davvero: l’ha conquistato con Sarri, l’ha allargato con Ancelotti, l’ha rifatto suo con Gattuso; mediano, mezzala, trequartista, esterno di destra e di sinistra, rifinitore e anche regista, in una evoluzione magica che gli appartiene e che l’ha lusingato.

Zielinski ha un contratto che andrà in scadenza nell’estate del 2021, quando avrà ventisette anni e dunque sarebbe nel pieno delle proprie facoltà e nel vivo di quel processo di maturazione che va completandosi: è questo il momento per lasciare che le ragioni sue e quelle del Napoli si incrocino, almeno sino al 2025. E’ chiaro che il calcio, con le sue regole bizzarre, poi finrà per proporre adeguamenti, aggiornamenti e magari anche la possibilità che ci siano novità, ma almeno va fissata una data – adesso – per evitare interventi esterni e per sentirsi entrambi e reciprocamente gratificati. Zielinski guadagna circa due milioni di euro (un milione e ottocentomila euro per la precisione) e nel nuovo patto di ferro che De Laurentiis sta siglando con il manager del polacco c’è, chiaramente, un ritocco che trascinerà l’ingaggio a due milioni e ottocentomila euro, all’inizio, e poi lo condurrà fino ai tre milioni e mezzo. Ma un rinnovo ha varie voci (i bonus, i diritti d’immagine) ed ha i suoi tempi: però la volontà del Napoli e di Zielunski è chiara.

Coronavirus, il Sassuolo prolunga lo stop agli allenamenti

Coronavirus, il Sassuolo prolunga lo stop agli allenamenti

SASSUOLO – Il Sassuolo ha prorogato la sospensione di tutte le attività, anche quelle non sportive, presso il Mapei Football Center, (nuova) casa d’allenamento dei neroverdi, a causa del prolungarsi dell’emergenza coronavirus. La decisione di estendere a data da destinarsi il fermo delle attività è arrivato alla luce, oltre che dello stop ai campionati, delle ultime indicazioni sanitarie.

Questa la nota ufficiale del club neroverde: “L’U.S. Sassuolo Calcio, preso atto delle ultime evoluzioni dell’emergenza Covid-19 su tutto il territorio nazionale, vista la sospensione dei campionati, considerate le ultime indicazioni della FMSI, comunica che sarà prorogata la sospensione di qualsiasi attività sportiva e non presso il Mapei Football Center con successiva comunicazione nell’imminenza della ripresa dell’attività“.

Cagliari, Pereiro: una ripartenza lanciata

Cagliari, Pereiro: una ripartenza lanciata

CAGLIARI – Un mese con la sua nuova casacca e tre partite non gli sono state certo sufficienti per conquistare la fiducia del vecchio allenatore ma ora, con il cambio della guardia in panchina, anche Gaston Pereiro ripartirà da zero per provare a scalare le gerarchie del Cagliari. Certo, il trequartista uruguaiano non si aspettava un tale stravolgimento del campionato e delle sue abitudini personali arrivando in Sardegna ma, come tutti, è stato al centro del tornado Coronavirus che ha costretto tutto il mondo a cambiare il modo di vivere.

A dargli la carica giusta, però, c’è stato l’arrivo del nuovo allenatore che sembra intenzionato a far ripartire tutti quanti alla pari. In attesa di capire quando questo accadrà, Zenga sta studiando uno per uno i giocatori a disposizione, analizzando non solo le loro qualità ma anche vedendo come, nelle partite precedenti, hanno saputo dare un contributo alla causa rossoblù.

Coronavirus: Soriano, spostamento necessario per la nascita del figlio

Coronavirus: Soriano, spostamento necessario per la nascita del figlio

Il giocatore del Bologna si è spostato per stare vicino a Marta: aspettano il secondo figlio, tra qualche settimana

BOLOGNA – L’autocertificazione, tre ore di macchina, BolognaGenova per una quarantena migliore. Roberto Soriano si è spostato per stare vicino a Marta, la moglie, e al piccolo Diego, il loro primo figlio. Aspettano il secondo, tra qualche settimana. Belle notizie in tempi di pandemia. Che Soriano sta cercando di vivere con grande maturità e tranquillità. La società gli ha dato l’ok, il Bologna è sempre stato attento a questi aspetti.

Così Soriano, mascherina e guanti, documenti alla mano, è tornato a Bogliasco dove è anche residente e dove si fermerà finché sarà possibile (probabilmente anche dopo il parto della moglie). E’ una reclusione forzata un po’ più sostenibile, ora, per Soriano. Era rimasto a Bologna da solo, ma la mancanza della famiglia era troppo forte e quando non ce l’ha fatta più ha chiesto il permesso per andare. Anche questo racconta, in fondo, di come il calcio sia stato risucchiato nella realtà di tutti.

“Napoli, con il ritorno della Champions sarà tutto un altro Barcellona”

Secondo Mundo Deportivo, per il ritorno degli ottavi di finale Setien recupererebbe diversi pezzi pregiati: Suarez e Dembélé su tutti

BARCELLONA (SPAGNA) – Il campionato e le coppe europee si sono paralizzate per l’emergenza Coronavirus. Tuttavia, lo slittamento della Champions League potrebbe avere risvolti positivi in casa Barcellona. Nonostante non sia stata ancora presa alcuna decisione ufficiale, tutto lascerebbe pensare a un’edizione ‘estiva’ della competizione. Se l’ipotesi venisse confermata, si riprenderebbe con il ritorno degli ottavi di finale contro il Napoli.

Per il big match, inizialmente in programma a porte chiuse e poi rinviato a data da destinarsi, Setién recupererebbe alcuni pezzi pregiati. Si tratta di Suarez e Dembélé, con Messi e Griezmann che completerebbero la linea d’attacco. Il primo è stato operato il 12 febbraio al ginocchio destro, e per il recupero da un intervenuto di questo tipo sono necessari quattro mesi. Due in meno rispetto all’altro compagno di squadra in infermeria, out dall’11 di febbraio.

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Valdano: “Il Coronavirus ha fatto capire che il calcio è solo una simulazione della realtà”

Valdano:

Così l’ex stella del Real Madrid: “Gli applausi si sono trasferiti dagli stadi ai balconi, ma lo sport continua a cercare il suo berretto nel bel mezzo del caos sociale, in cui abbiamo perso anche un grande uomo come Sanz”

MADRID (Spagna) – “Il calcio si è creduto importante fino a quando il Coronavirus gli ha detto la verità: è solo una simulazione della realtà. Lo dirò evidenziando la sua grandezza culturale: una gloriosa simulazione della realtà“. L’ex stella del Real Madrid, Jorge Valdano, nella sua rubrica settimanale su El Pais, torna a parlare dell’emergenza sanitaria che sta sconvolgendo il mondo e soprattutto la Spagna e sottolinea l’impotenza del mondo del calcio in questa situazione.

L’argentino sottolinea che “il Coronavirus ha portato via l’attenzione per il calcio e i suoi eroi. Gli applausi si sono trasferiti dagli stadi ai balconi. Il calcio, abituato male, resiste e non vuole scendere dal palco, discutendo di come e quando la festa ricomincerà“. Per Valdano “non è solo il calcio, ma è lo sport in generale che continua a cercare il suo berretto nel bel mezzo del caos sociale. Come scrisse Santiago Segurola, il Cio somiglia all’orchestra del Titanic“.

Coronavirus, Shevchenko: “Medici ed infermieri sono i veri eroi”

Coronavirus, Shevchenko:

Così il ct dell’Ucraina: “Ho già vissuto una situazione simile, avevo 9 anni quando scoppiò la centrale di Chernobyl. Dobbiamo restare chiusi in casa e non fare stupidaggini. Saluto tutti gli italiani, insieme ce la faremo!”

LONDRA (Inghilterra) – “Sono a Londra, già da quasi 10 giorni siamo chiusi a casa, viviamo questo momento difficile con la speranza che le cose migliorino e l’unica soluzione per far sì che accada è restare a casa e dare la possibilità ai medici di fare il loro lavoro. Dottori e infermieri stanno facendo un grandissimo lavoro, sono gli eroi dei nostri tempi“. Così Andriy Shevchenko in una video-intervista con Sky Sport. L’ex Milan e Chelsea, oggi commissario tecnico dell’Ucraina, sa bene cosa voglia dire vivere chiusi a casa e in circostanze molto difficili.

Ho vissuto un momento molto simile, avevo 9 anni quando è scoppiata la centrale di Chernobyl ed è stata molto dura – ha aggiunto Sheva –. Ripeto, l’unica possibilità è seguire le restrizioni senza commettere stupidaggini, non sappiamo se siamo positivi o meno, se possiamo venire contagiati da gente asintomatica, dobbiamo pensare a noi stessi e alle persone che possiamo contagiare“. Legatissimo al nostro Paese, Sheva chiude così: “Saluto tutti gli italiani, vi sono sempre vicino e vi mando un abbraccio forte. Forza Italia, ce la facciamo tutti insieme“.

Coronavirus, Ghirelli: “L’Aic collabori. Il rischio è che salti la Lega Pro”

Coronavirus, Ghirelli:

Il presidente della Serie C: “Bisogna approciare la questione avendo chiaro che tutto lo scenario è cambiato, non siamo nel ‘prima coronavirus’ dove comunque lamentavamo già problemi finanziari”

PALERMO – “Abbiamo davanti a noi il grave problema di come affrontare questa crisi di guerra e devo sottolineare un atteggiamento incomprensibile dell’Aic. Bisogna approciare la questione avendo chiaro che tutto lo scenario è cambiato, non siamo nel ‘prima coronavirus’ dove comunque lamentavamo già problemi finanziari e lavoravamo alla sostenibilità economica. Qui rischia di saltare tutto il sistema Lega Pro”. E’ l’appello del presidente della Serie C Francesco Ghirelli, che chiama alla collaborazione l’Aic, per venire incontro alle richieste di taglio degli emolumenti per provare a garantire la stessa sopravvivenza della Lega dei Comuni d’Italia che per il 3 aprile ha fissato un’assemblea “per coinvolgerci tutti insieme” ha detto Ghirelli all’Italpress.

“E’ un momento particolare in cui bisogna avere grande lucidità nel decidere dove andare. I Presidenti sono preoccupati dell’oggi ma soprattutto per il futuro. C’e’ un problema di impatto economico pesante, noi siamo l’unica Lega che ha presentato al Presidente Gravina uno scenario non solo fotografando l’attuale momento, ma anche quello del dopo”.