Corso boccia Eriksen… con “speranza”: “Una delusione, ma ha tutto per essere un top player”

Mario Corso, 78 anni, leggenda dell'Inter BOZZANI

La leggenda nerazzurra sul danese: “Uno specialista delle punizioni: era dai tempi di Recoba e Sneijder che l’Inter non ne aveva uno così. Gli manca solamente un po’ di quantità”

Sembra impossibile definire “flop” un giocatore come Christian Eriksen: “Un potenziale top player che, a Milano, ha tutto per esplodere e fare la differenza”. E se lo dice uno che, con la maglia dell’Inter, ha segnato 95 gol in 503 presenze ufficiali, vincendo quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Intercontinentali, beh… c’è da credergli. Mario Corso non risparmia il talento danese (un gol e un assist in 348’ giocati contando tutte le competizioni), arrivato a gennaio dal Tottenham per 20 milioni di euro, ma vuole comunque tendere la propria mano per “caricarlo” in vista di un futuro che, a suo dire, sarà luminoso.

Leiva lancia la Lazio: “Se si torna a giocare, per lo scudetto diremo la nostra”

Il centrocampista brasiliano in diretta Instagram: “Sto cercando di tornare in forma dopo l’operazione al menisco. Qui sto bene, voglio andare avanti”

Lucas Leiva torna a parlare. Lo fa attraverso una diretta Instagram organizzata dal canale brasiliano Esporte interattivo. Il centrocampista della Lazio è stato innanzitutto sollecitato a parlare della situazione coronavirus in Italia. “E’ un momento di grande apprensione – ha detto Leiva – ed è triste sapere che molta gente stia morendo.

Per fortuna in questa situazione drammatica c’è anche tanta collaborazione e tanta solidarietà”. Il giocatore brasiliano ha poi raccontato di come sta vivendo lui questa fase particolare: “All’inizio ho pensato di tornare in Brasile perché mia moglie e i miei figli erano tornati lì prima del blocco. Ma la società non mi ha dato l’autorizzazione a lasciare Roma, così sono rimasto. Poi per fortuna mia moglie e i miei figli sono potuti rientrare in Italia e così adesso stiamo tutti assieme”.

Bisoli: “Brescia, ora non molliamo. E io intanto aiuto i bisognosi”

Dimitri Bisoli esulta dopo il suo gol segnato all'Udinese. (Epa)

Il centrocampista: “La città mi ha dato tanto, adesso è tempo di sostenere chi è in difficoltà. E in tv riscopro Italia-Germania 4-3”

Adesso lo schema prioritario è quello benefico. Dimitri Bisoli, 142 presenze con il Brescia, è passato dagli inserimenti in campo agli inserimenti solidali. “Sono stato contattato da un gruppo di volontari della città e sono stato disponibile subito a fare la spesa per chi è in difficoltà. E loro provvedono alla distribuzione perché noi dobbiamo restare in casa, non molliamo, rovineremmo tutto”.

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Trent’anni fa quell’ultimo gol di Maradona in Serie A

Il sinistro vincente di Diego Maradona a Bologna: gol del 2-0, la partita finirà 4-1. Vittoria decisiva per lo scudetto AP

Bologna, 22 aprile 1990: Diego segna l’ultima rete su azione in Serie A. Sarà scudetto. L’anno dopo? Solo rigori.

Rimessa laterale di Crippa dalla fascia destra, Diego fa un contromovimento esterno-interno, fa scivolare il pallone mentre il mitico Villa cerca (inutilmente di restargli attaccato), lo tocca due volte per portarselo avanti e poi piazza un sinistro potente e imprendibile per il portiere. Gol. Due a zero.

Non è una partita qualsiasi: è la penultima giornata di campionato, Bologna-Napoli, finisce 2-4. È il 22 aprile 1990, lo stesso giorno della fatal Verona, la sconfitta del Milan al Bentegodi con il gol in pallonetto di Davide Pellegrini e le espulsioni di Sacchi, Rijkaard, Van Basten che si toglie la maglia, Costacurta.

Gosens, Traore, Kulusevski: così è la Dea del mercato

Robin Gosens, 25 anni, esterno sinistro tedesco (GETTY)

Tanti osservatori per il mondo: da Percassi jr e Sartori l’ok finale

Se la squadra va a mille all’ora, è difficile che all’esterno non ce ne sia un’altra in grado di farla andare così veloce: “Calciatori forti, società forte”, si dice. Sul mercato l’Atalanta è un esempio: tra i top in Europa insieme all’Ajax, nonostante status differenti. Negli ultimi anni, però, il gap è diminuito.

Tempi, tamponi e una domanda: un nuovo positivo e si ferma tutto?

Guarito. Paolo Dybala, 26 anni, argentino della Juventus

Il medico sociale “pilota” del ritorno agli allenamenti e del “raduno chiuso”. Palaia del Lecce: “Pronti a ricominciare ma il 4 maggio è una data troppo vicina”

Nel viaggio verso la ripartenza del calcio avranno in qualche modo il ruolo dei piloti. Sono i medici sociali, figure chiave per tutelare non solo calciatori e tecnici, ma anche l’intero “gruppo squadra”, che da protocollo dovrà chiudersi dentro il proprio centro di allenamento per avvicinarsi il più possibile al rischio zero di contagio. Il calcio, d’altronde, ha già dato.

Milan, molto passa da Ibra: Bonaventura e Biglia ai saluti, Kjaer e Saelemaekers “sperano”

Zlatan Ibrahimovic, 38 anni, e Giacomo Bonaventura, 30 LAPRESSE

Cosa farà lo svedese? Jack è una chance di mercato, via l’argentino. E c’è la questione-riscatti…

Molto, se non tutto, ruoterà attorno a Zlatan Ibrahimovic: dei sei calciatori rossoneri che (sulla carta) il 30 giugno saranno liberi – chi per un contratto in scadenza, chi se non venisse esercitato il riscatto – lo svedese è certamente il nome più pesante. Contratto valido fino al termine della stagione con ingaggio da circa 3 milioni di euro, l’opzione per il prolungamento scatterebbe nel caso in cui raggiungesse determinati obiettivi personali (legati al numero delle presenze, quindi facilmente raggiungibili). Poco più che una formalità, perché di fatto sarà quasi ed esclusivamente Zlatan a decidere se proseguire o meno in rossonero. Chi, invece, certamente saluterà è Giacomo Bonaventura. Con lui, Lucas Biglia.

DOPPIO RIENTRO A CASA?—   Per entrambi, ci sono pochi dubbi: non rientrano nei piani del club e il loro futuro sarà lontano da Milano. Il centrocampista ex Lazio (solo sette presenze e un assist in campionato) potrebbe tornare nella sua Argentina, mentre Jack (17 match e due gol in questa Serie A, due e uno in Coppa Italia) rappresenta una grande occasione di mercato: dura che l’agente Mino Raiola (lo stesso di Ibra e Romagnoli) non riesca a trovare la “quadra”. Non a caso, si parla già di Fiorentina, Lazio, Roma e Atalanta, per quello che sarebbe un grande ritorno a casa. A Bergamo ci penseranno?

Milan e Francia: ecco perché Theo Hernandez vuole tornare a correre in fretta

Theo Hernandez, terzino del Milan. Getty

Il terzino rossonero punta due traguardi nel club in fatto di realizzazioni. E lo spostamento al 2021 dell’Europeo gli concede la chance di convincere Deschamps a chiamarlo in nazionale

C’è voluto il coronavirus per fermare la sua corsa. Perché quando Theo Hernandez allunga il passo, saluta tutti e va. La pandemia però ha messo in ginocchio il mondo e anche il terzino francese del Milan ha dovuto frenare. La sua prima stagione rossonera aveva preso il volo, dopo gli acciacchi fisici che avevano minato il suo avvio. Ora Theo spera come tutti che il virus esca sconfitto dalla partita più importante. Lui si sta preparando a tornare a correre a Como. A differenza di altri stranieri del nostro campionato, è rimasto in Italia, chiudendosi in casa e preparando il fisico alla ripartenza.

A CACCIA DI RECORD—   Se la stagione ripartirà, Hernandez ha già due obiettivi personali nel mirino. Il primo, diventare il difensore rossonero più prolifico di sempre in un singolo campionato. Per ora in testa c’è Aldo Maldera, 9 gol nella Serie A 1978-79. Theo è fermo a 5. Stesso bottino di un altro francese, Christophe Dugarry, nella stagione 1996-97. Solo tre loro connazionali hanno fatto meglio al Milan: Nestor Combin (6 nel 1970-71), Jean Pierre Papin (13 nel 1992-93) e Jeremy Menez (16 nel 2014-15). Hernandez può salire sul podio e per un terzino sarebbe una soddisfazione mica da poco.

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Del Piero: “Idee e coraggio, se stiamo uniti cambia il mondo. Dybala, nessun limite”

Alessandro Del Piero, 45 anni. Getty

Ale da Los Angeles ragiona di calcio e vita: “Oltre il dolore, c’è voglia di ricostruire. In A Juve più forte, ma prima la salute. E per il pallone, sì al modello americano”

La vigilia di Pasqua per tanti anni Alessandro Del Piero ha giocato a calcio. Di solito vinceva: 9 volte su 14. Spesso segnava: 8 gol. E sempre usciva dal campo felice, perché giocare fa bene al cuore. Ieri Alessandro ha chiacchierato con la Gazzetta di calcio, certo, ma soprattutto di questa Pasqua così diversa. Una Pasqua di riflessione, di speranza, di attesa: “Siamo dentro qualcosa che ci cambierà, per sempre. Ogni giorno il primo pensiero, dopo quello per la mia famiglia, va ai parenti e agli amici che sono in Italia.

E’ un passaggio, anche per le nostre vite, e i sentimenti sono contrastanti. C’è il dolore per i morti, la sofferenza delle famiglie che perdono i loro cari, tutti, e numericamente in misura maggiore quelli della generazione dei nostri genitori e nonni, ai quali dobbiamo essere grati per ciò che siamo oggi. E poi c’è la voglia comunque di pensare al futuro, di ripartire, di ricostruire”.

Zola: “Gli eroi del Cagliari 1970, caparbi come i sardi”

Gianfranco Zola esulta nella sua unica stagione in serie A con il Cagliari, 2004-2005. Ap

L’ex fantasista: “Tra la Champions col Chelsea e la B col Cagliari scelsi la mia terra: mai pentito”

“Una maglia di Gigi Riva tra i mie ricordi c’è. Fa parte dei miei cimeli. un tesoro”. Gianfranco Zola, 53 anni, torna bambino quando gli parli del Cagliari dello scudetto. Aveva quattro anni Gianfranco, e viveva nel nuorese, quando ci fu l’impresa. Non immaginava che sarebbe diventato il calciatore sardo più famoso del mondo.

Oggi che il trionfo rossoblù si celebra, Zola lo sente e lo vive più da vicino. Perché prima che il disastro del 2020 si impossessasse di noi, lui, sua moglie Franca e i figli sono tornati in Sardegna nella casa di Puntaldia dove nel 2003 disse sì al Cagliari per riportarlo in serie A e chiudere con la 10 rossoblù una straordinaria carriera.