Demme-Ruiz-Zielinski: il progetto di Gattuso riparte forte dal trio di centrocampo

Diego Demme, 28 anni. Lapresse

Il Napoli sta costruendo il futuro partendo dalla mediana. E il confronto con i centrocampi azzurri degli ultimi anni dice che…

La concretezza, sicuramente. Ma se all’essenzialità ci si aggiunge anche la qualità, allora l’equilibrio è garantito. Caratteristiche che sono facilmente riscontrabili nel centrocampo del Napoli, duttile dal punto di vista tattico, che è stato completato a gennaio scorso con l’ingaggio di Diego Demme. Un inserimento necessario, che ha consentito a Rino Gattuso di riportare Piotr Zielinski e Fabian Ruiz nelle loro posizioni naturali.

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Madrid si candida per ospitare la finale di Champions. Oggi incontro Macron-Le Graet

Afp

Coronavirus: le ultime notizie dall’Italia e dal mondo legate al mondo dello sport

Gli ultimi aggiornamenti sullo sport, dall’Italia e dal mondo, legati all’emergenza coronavirus.

ORE 22.55 – FRANCIA, DOMANI MACRON INCONTRERÀ LE GRAET—   “Il Presidente della Repubblica incontrerà il Presidente della FFF sulle conseguenze della crisi Covid-19 sul calcio francese e sulle sfide della ripresa economica del settore”. Questa la nota diffusa dall’Eliseo in serata. L’incontro tra Macron e il Presidente della Federcalcio francese è in programma domani alle 17.

La ministra dello sport, Roxana Maracineanu, ha dichiarato oggi di non poter escludere l’idea di organizzare le finali della Coppa di Francia e della Coppa di Lega questa estate, assecondando i desideri della Federazione francese. Entrambe le competizioni erano arrivate alla vigilia dell’ultimo atto quando è arrivata la sospensione in Francia.

A Trigoria tornano le partitelle. Ma il protocollo rimane rigido

Pulo Fonseca a Trigoria. LaPresse

Fonseca per la prima volta può testare le condizioni dei suoi dopo 20 giorni di lavoro solo atletico. Ma spogliatoi sempre vietati, così come i contatti con le persone extra squadra

Allenarsi in gruppo sì, fare la partitelle anche, ma tutto nel mantenimento di un protocollo molto rigido. Ha ripreso ad allenarsi stamattina la Roma di Fonseca, con il tecnico che per la prima volta potrà testare le condizioni dei suoi calciatori dopo tre settimane di lavoro prettamente atletico.

I giocatori sono arrivati alla spicciolata a Trigoria, con l’umore decisamente più alto rispetto agli ultimi tempi: non possono ancora usufruire dello spogliatoio, si cambiano come sempre in camera singola dove poi fanno la doccia, i pasti sono in porzioni monouso, e i contatti con le persone extra gruppo squadra vietati, ma, almeno, in campo c’è la possibilità di sfidarsi. In partitelle a tema tattico (Fonseca vuole lavorare sulla difesa a 3), ma anche su esercizi di carattere più ludico, tipo le gare sui calci piazzati. E dopo tre mesi in solitaria questo fa tutta la differenza del mondo.

La Lazio punta su Adryelson nella scia di Luis Felipe

Adryelson

Il 22enne del Recife già nel mirino l’anno scorso è il nuovo obiettivo del mercato. Anche Kumbulla per blindare la difesa

Un’altra pista brasiliana per la difesa della Lazio. Nella scia di Luiz Felipe, spunta Adryelson, nuovo obiettivo del mercato biancoceleste. Il 22enne del Recife, già inserito nella rappresentativa dell’Olimpica del Brasile, è stato adocchiato dal d.s. Igli Tare nello scorsa estate, quando tentò di ingaggiarlo, ma in quel periodo la sua quotazione stava crescendo velocemente tanto da arrivare ai 10 milioni di euro. Come Luiz Felipe, Adryelson agisce prevalentemente sul settore di destra della difesa, tuttavia è stato utilizzato anche da centrale di sinistra. È in scadenza tra un anno, così il prossimo mercato potrà offrirgli nuove opportunità.

Intanto, è cresciuta la concorrenza attorno al suo nome e la valutazione non è scesa rispetto a un anno fa. Come sempre Tare, sta valutando il momento giusto per avviare la trattativa. La pista Adryelson non sarebbe comunque legata all’eventuale partenza di Luiz Felipe. C’è infatti un piano per allargare le opzioni difensive per la prossima stagione in prospettiva anche degli impegni in Champions.

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Terim, l’Imperatore senza paura e senza compromessi, tra Italia e Turchia: “Temo solo Dio”

Fatih Terim, una coppa Uefa col Galatasaray, in Italia con Fiorentina e Milan. Lapresse

L’eroe che ha vinto una storica Coppa Uefa col Galatasaray, portato la sua Nazionale alle soglie di una finale europea. Ma si è fatto ricordare a Firenze e al Milan nonostante gli esoneri: un allenatore leader

Il mestiere di allenatore: difficile, affascinante, anche esaltante. Dedichiamo una serie di ritratti ai tecnici che hanno segnato la storia del calcio, italiano e internazionale, suddivisi in tre categorie: i condottieri, quelli che si sono imposti grazie al loro carisma, diventando delle icone; i rivoluzionari, quelli che con le loro idee hanno cambiato il modo di giocare; i filosofi, che si sono resi celebri con il loro pensiero originale. Questa puntata è dedicata a Fatih Terim.

Wilhelmsson, da ala della Roma a re degli alberghi: “Che brividi quando parlava De Rossi”

Christian Wilhelmsson, 40 anni. Afp

L’ex esterno svedese oggi vive a Dubai ma non dimentica i giallorossi: “Con Spalletti avevo un grande rapporto. Ibra? Se fossi il Milan lo terrei”

“Buongiorno, come stai?”. Poi prosegue in inglese, scusandosi: “Sono le uniche parole in italiano che ricordo”. Christian Wilhelmsson ha dimenticato la nostra lingua, ma non la Roma e il Colosseo: “Una città speciale”. 25 partite in sei mesi, un gol e una Coppa Italia vinta: “Arrivai a gennaio 2007, non sarei mai andato via”.

Svedese di Malmö come il suo amico Ibra, Wilhelmsson ha 40 anni e vive a Dubai con la famiglia. Da calciatore correva sulla fascia, ora fa l’imprenditore: “Ho fondato Admares, una società di costruzioni d’avanguardia. Alberghi di lusso sull’acqua, strutture sanitarie, case”. Vive in una villa a Palm Jumeirah, un arcipelago alle porte di Dubai, e lavora anche come scout per alcuni club degli Emirati Arabi. Il calcio è ancora il suo mondo.

Napoli, nuovo tampone ai giocatori: se sarà ancora negativo allenamenti da sabato

Rino Gattuso. Getty

Il primo esito era stato negativo per tutti. Domani l’esito: se il risultato sarà lo stesso squadra al lavoro a Castelvolturno.

Nella prima parte della mattinata, i giocatori del Napoli si sono sottoposti al secondo tampone nasofaringeo dopo quello effettuato martedì che ha dato esito negativo per tutti i componenti l’organico, oltre alle persone dello staff tecnico e ad alcuni dirigenti che abitualmente sono a stretto contatto con la squadra. “Questi tamponi sono abbastanza fastidiosi, perché si tratta di entrare dalla bocca e dal naso con dei tamponi sgradevoli, andando in profondità su mucose orali e nasali, ma ci danno un’affidabilità altissima”, ha spiegato Vincenzo Mirone, professore ordinario di Urologia dell’Università degli Studi di Napoli, Federico II, intervenendo a Radio Punto Nuovo.

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Taglio agli ingaggi e plusvalenze: ecco il piano per risanare la Roma

James Pallotta, 62 anni. Ansa

A giugno previsto un rosso di 110 milioni, intanto Pallotta è pronto a riprendere il filo della trattativa con Friedkin. Stavolta con lo sconto

“I dati previsionali, che non considerano i potenziali impatti rivenienti del Covid-19, prevedono per l’esercizio del 30 giugno 2020 un significativo deterioramento della situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo AS Roma. Caratterizzata, tra l’altro, da un trend reddituale ancora negativo, un deficit patrimoniale e un rilevante fabbisogno finanziario”.

Il mondo di Correa: “Sono romantico e vorrei viaggiare nel passato. Ma in futuro mi vedo in Premier”

Carlos Joaquín Correa, 25 anni. Lapresse

L’argentino si racconta a 360 gradi: “Durante questa quarantena ho imparato a stare solo. Al momento voglio dare tutto alla Lazio, poi mi piacerebbe giocare in Inghilterra”

Come fosse un libro aperto. Joaquin Correa vuole riprendere a giocare a calcio. Insieme alla Lazio è cresciuto, insieme alla Lazio stava sognando di vincere lo scudetto. Era un tutt’uno con la squadra, era un tutt’uno con la piazza. Improvvisamente però si è ritrovato solo, chiuso dentro casa, lontano anche dalla sua Desire Cordero, rimasta in Spagna durante il lockdown. A maggior ragione in questi giorni il Tucu ha voglia di raccontarsi. Lo ha fatto in una diretta Instagram con un suo amico: “Durante questa quarantena ho imparato a stare solo. I miei gol li dedico alla mia famiglia e alla mia fidanzata – ha detto –. D’altronde sono romantico… Non esagerato eh, sono normale”.

RACCONTO—   La diretta di Correa ha avuto particolare successo perché il Tucu si è raccontato a 360 gradi: “Adoro carne e vino – ha ammesso l’argentino –. Per quel che riguarda la musica ho ascoltato ‘Despacito’ talmente tante volte che ora la odio. Se potessi viaggiare nel tempo andrei nel passato, per cambiare alcune cose della nostra famiglia. Una cosa che mi spaventa? La morte”. Correa è uno sportivo a tutto tondo, non è bravo solo a giocare a calcio: “Ho dovuto lasciare il tennis, benché fossi bravo, per dedicarmi al calcio – ha raccontato –. Non è stato facile perché tutti i miei amici giocavano a tennis. Devo ringraziare molto mio padre che mi è sempre stato dietro. Fare il calciatore porta molti vantaggi, ma anche qualche svantaggio: non si può avere una vita normale. Di fatto non ho avuto un’adolescenza, non potevo fare quel chefacevano i miei amici”.

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